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08.07.2020
Tatiana Pipan

Alleged offenders

From statistics to medical records: investigation of errors in healthcare

Issue 7-8/2020

We publish here, with kind editorial permission, an excerpt of the introduction of the volume by Tatiana Pipan, Presunti Colpevoli. Dalle statistiche alla cartella clinica: indagine sugli errori in sanità, Edizioni Guerini e Associati, 2014, pp. 8 ff.

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[…] In ambito sanitario […] abbiamo individuato gli oggetti che ci hanno permesso di parlare di rischio non da una prospettiva sociologica legata a dinamiche economiche, politiche e storico-sociali messa in luce da autori quali Beck (1986), Luhmann (1991) e Giddens (1990; 1999). La prospettiva scelta permette di problematizzare la medicina quale pratica tecnoscientifica mediante lo studio delle attività quotidiane che la costruiscono come «azione dotata di senso» (Bruni 2008b). In particolare ciò che interessa studiare sono gli incidenti (eventi avversi) intesi come boundary events (Star e Greisemer 1989) in quanto producono delle vere e proprie rotture al tessuto di significati, pratiche e visioni del processo di cura che richiede uno sforzo collettivo e coordinato di riflessione e di risposta. L’incidente rappresenta infatti un fallimento visibile dell’attività nella rete delle cure che mette in dubbio la validità della configurazione esistente.

Ciò che interessa studiare sono gli incidenti (eventi avversi) intesi come boundary events […] in quanto producono delle vere e proprie rotture al tessuto di significati, pratiche e visioni del processo di cura che richiede uno sforzo collettivo e coordinato di riflessione e di risposta

Il lavoro del gruppo di ricerca RiSORSa[1] si fonda sulla prospettiva elaborata da Hilgartner (1992) – un esponente della corrente dell’ANT – il quale afferma che per parlare di rischi in generale ci vogliono almeno tre elementi concettuali ossia un oggetto che ‘rappresenta’ il rischio in quanto possibile fonte di pericolo, un danno putativo e un collegamento che stabilisca una qualche forma di causazione tra oggetto e danno. Abbiamo individuato due oggetti di rischio specifici per la sanità e, in particolare, i numeri sugli eventi avversi – in quanto oggetto di controversie nel network della sanità – e la cartella clinica che insieme ad altri artefatti può generare errori nelle pratiche quotidiane dei professionisti.

Questi oggetti se da un lato permettono di annodare la rete delle cure dall’altro possono anche contenere, veicolare e generare essi stessi gli eventi avversi. Così la cartella clinica (medica e infermieristica), la checklist e la scheda di soccorso sono diventati oggetto di studio in specifici contesti organizzativi della sanità nei quali si è osservata l’azione congiunta e locale di saperi, pratiche e tecnologie. l rischio è innanzitutto incardinato (embodied) in oggetti che devono essere individuati, ma è anche un dispositivo discorsivo al quale partecipano numerose organizzazioni e ha un significato politico di responsabilità e di colpa nella gestione dell’esistenza dei cittadini. Accrescere la conoscenza per cercare di annodare i nodi della rete sul rischio clinico è stato l’obiettivo del lavoro di ricerca contenuto in questo libro […].

Abbiamo individuato due oggetti di rischio specifici per la sanità e, in particolare, i numeri sugli eventi avversi – in quanto oggetto di controversie nel network della sanità – e la cartella clinica che insieme ad altri artefatti può generare errori nelle pratiche quotidiane dei professionisti

La domanda dalla quale si è partiti verteva sui dati del fenomeno degli eventi avversi che i media enfatizzano a seconda del momento storico e spesso anche a seconda del ministro e del governo in carica che si dimostra più o meno sensibile alla questione. Il primo oggetto di ricerca individuato è la questione dei numeri degli eventi avversi in sanità, oggetti non condivisi che circolano in mondi sociali diversi con finalità e obiettivi differenti che producono controversie nella rete della sanità […].

Sui numeri degli eventi avversi. I numeri sugli errori medici sono costruiti dalle organizzazioni che li pubblicano avendo scelto di rappresentare entità diverse (sinistri, segnalazioni di presunti errori da parte dei cittadini, eventi sentinella), tra di loro non comparabili, che portano i media a quantificare il volume degli errori in modo fallace in nome della notiziabilità (Battistelli 2006). A una più attenta analisi invece, basata sull’assunto che l’errore medico è una storia che racchiude in sé punti di vista diversi, si è giunti alla conclusione che tale storia andrebbe indagata nelle sue molteplici connessioni, negli interstizi e nei saperi di confine, per poterla disambiguare e tradurre in numeri e semmai in statistiche.

I numeri sugli errori medici sono costruiti dalle organizzazioni che li pubblicano avendo scelto di rappresentare entità diverse (sinistri, segnalazioni di presunti errori da parte dei cittadini, eventi sentinella), tra di loro non comparabili, che portano i media a quantificare il volume degli errori in modo fallace in nome della notiziabilità

Ma la rete relativa alla gestione del rischio clinico è una rete intricata (un «gomitolo confuso» recita il titolo del report 2014 dell’ANIA), connessa tanto alla gestione assicurativa quanto alla tutela legale dei cittadini, e pertanto coinvolge la giurisprudenza e l’operato della magistratura – attori che producono i propri artefatti testuali che possono diventare anch’essi nuovi oggetti di rischio. La rete è composta da un insieme di entità eterogenee dove aspetti tecnici e sociali sono inestricabilmente connessi (Hilgartner 1992; Law 1987).

Per ridurre gli errori e gli incidenti sono necessari sforzi congiunti nel controllare le reti di oggetti di rischio molteplici e costruire alternative in particolare in relazione al processo di categorizzazione degli eventi avversi.

A partire da queste considerazioni, ci si pone alcune domande quali ad esempio: i dati sugli errori medici sono semplicemente ‘raccolti’ sul campo o costruiti da molteplici attori? Quali sono gli artefatti per raccogliere, nominare, etichettare e ordinare questi dati? Come vengono standardizzate e stabilizzate le informazioni da parte delle organizzazioni che le costruiscono?

I dati sugli errori medici sono semplicemente ‘raccolti’ sul campo o costruiti da molteplici attori? Quali sono gli artefatti per raccogliere, nominare, etichettare e ordinare questi dati? Come vengono standardizzate e stabilizzate le informazioni da parte delle organizzazioni che le costruiscono?

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[1] Il gruppo RiSORSa (Ricerca Sociale Organizzazione e Rischi in Sanità) – da me coordinato – è un gruppo interdisciplinare che conduce ricerche e formazione nei contesti organizzativi del mondo della sanità e opera all’interno del Dipartimento di Scienze sociali ed economiche (DiSSE) dell’Università Sapienza di Roma (http://www.diss.uniroma1.it). In questa occasione si è avvalso della collaborazione della prof. Alessandra Talamo e del dottore di ricerca Barbara Mellini, esperte nello studio e nella progettazione di nuove tecnologie nei contesti organizzativi del Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione della Sapienza.

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A meeting of knowledge on individual and society
to bring out the unexpected and the unspoken in criminal law

 

ISSN 2612-677X (website)
ISSN 2704-6516 (journal)

 

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