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09.06.2021
Serena Nolano

The forgotten ones – 2: The Vladimir’s 24 hours

Issue 6/2021

I dimenticati è una raccolta di racconti pubblicata dall’autore nel 2016. Dopo aver apportato alcune modifiche, nel 2020 Nolano ha deciso di rendere disponibili i racconti sul web, pubblicandoli separatamente, per donare al lettore e al protagonista di ciascuna storia uno spazio unico, intimo e privato. Ma vi è un filo conduttore che lega i tre racconti della raccolta. Sono infatti fedelmente ispirati alle storie vere di alcuni uomini che stanno attualmente scontando l’ergastolo in Russia.

L’istituto penitenziario descritto, denominato ИК-56 “Чёрный беркут” (IK-56 “Aquila nera”)[1], situato nel remoto paesino di Loz’vinskij, è stato definitivamente chiuso nel 2019, a seguito delle denunce degli stessi detenuti presentate alla Corte europea dei diritti dell’uomo in merito alle loro condizioni di detenzione. Tra il 2017 e il 2018 sono stati dunque trasferiti in un nuovo istituto, più conforme alle linee guida occidentali[2].

In ogni caso, le carceri russe sono appositamente edificate in luoghi remoti e difficilmente accessibili, lontano dagli occhi degli uomini liberi. È un contesto dove la rieducazione del condannato non è concepita, il contatto con il mondo esterno è pressoché assente e lo stesso clima siberiano trasmette freddezza e rigidità.

Tuttavia, i racconti de I dimenticati non intendono focalizzarsi solo su singoli individui o specifiche realtà, ma anche su temi e questioni universali che vengono richiamati in ogni contesto penitenziario: l’umanità e l’umanizzazione della persona detenuta.

Le 24 ore di Vladimir, il secondo racconto, narra di un ergastolano, Vladimir, che vive in una cella di dodici metri quadrati insieme ad un altro detenuto. Lo yoga, la preghiera, la lettura e altre attività gli consentono di far trascorrere velocemente le ore delle sue giornate. Finché non riceve una notizia inaspettata, che lo porta a dover attendere un evento per lui estremamente importante e lo costringe a lottare contro il tempo, che durante l’attesa si dilata all’infinito.

 

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[1] Il giornalista italiano Mark Franchetti ha realizzato nel 2013 un documentario intitolato The Condemned, girato nel carcere IK-56; è grazie a questo documentario e alla corrispondenza epistolare tra Nolano e alcuni di quei detenuti che sono nati i racconti de I dimenticati.

[2] È possibile leggere una sintesi della storia dell’istituto, in lingua russa, al presente link.

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A meeting of knowledge on individual and society
to bring out the unexpected and the unspoken in criminal law

 

ISSN 2612-677X (website)
ISSN 2704-6516 (journal)

 

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