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Issue 7-8/2021

I dimenticati è una raccolta di racconti pubblicata dall’autore nel 2016. Dopo aver apportato alcune modifiche, nel 2020 Nolano ha deciso di rendere disponibili i racconti sul web, pubblicandoli separatamente, per donare al lettore e al protagonista di ciascuna storia uno spazio unico, intimo e privato. Ma vi è un filo conduttore che lega i tre racconti della raccolta. Sono infatti fedelmente ispirati alle storie vere di alcuni uomini che stanno attualmente scontando l’ergastolo in Russia.

L’istituto penitenziario descritto, denominato ИК-56 “Чёрный беркут” (IK-56 “Aquila nera”)[1], situato nel remoto paesino di Loz’vinskij, è stato definitivamente chiuso nel 2019, a seguito delle denunce degli stessi detenuti presentate alla Corte europea dei diritti dell’uomo in merito alle loro condizioni di detenzione. Tra il 2017 e il 2018 sono stati dunque trasferiti in un nuovo istituto, più conforme alle linee guida occidentali[2].

In ogni caso, le carceri russe sono appositamente edificate in luoghi remoti e difficilmente accessibili, lontano dagli occhi degli uomini liberi. È un contesto dove la rieducazione del condannato non è concepita, il contatto con il mondo esterno è pressoché assente e lo stesso clima siberiano trasmette freddezza e rigidità.

Tuttavia, i racconti de I dimenticati non intendono focalizzarsi solo su singoli individui o specifiche realtà, ma anche su temi e questioni universali che vengono richiamati in ogni contesto penitenziario: l’umanità e l’umanizzazione della persona detenuta.

Il terzo racconto è intitolato Al’bert e quelli come lui. Al’bert è uno di quei detenuti russi che, dopo il 1996, hanno visto commutare la loro pena di morte in ergastolo. Può vivere in comunità e svolgere piccoli lavori, ma fa parte degli emarginati, il gruppo dei detenuti colpevoli di pedofilia, stupro e uccisione di donne e bambini. Eppure una lettera inaspettata da parte di una donna sconosciuta contribuirà a cambiare per sempre la sua vita e il suo modo di vivere la sua carcerazione, il suo reato e il suo futuro.

 

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[1] Il giornalista italiano Mark Franchetti ha realizzato nel 2013 un documentario intitolato The Condemned, girato nel carcere IK-56; è grazie a questo documentario e alla corrispondenza epistolare tra Nolano e alcuni di quei detenuti che sono nati i racconti de I dimenticati.

[2] È possibile leggere una sintesi della storia dell’istituto, in lingua russa, al presente link.

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A meeting of knowledge on individual and society
to bring out the unexpected and the unspoken in criminal law

 

ISSN 2612-677X (website)
ISSN 2704-6516 (journal)

 

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