Cantieri Aperti

Questa pagina del sito è dedicata ai campi di indagine di DPU che si sviluppano a partire dal rapporto tra il diritto penale e l’uomo nella società contemporanea.

Si presenta come una complessa mappa concettuale (a cui si può accedere cliccando sui campi sotto riportati, oppure navigando liberamente al suo interno), costellata da snodi nevralgici, Cantieri Aperti e quesiti sui quali il progetto scientifico-culturale DPU intende ragionare, invitando studiosi, ricercatori e operatori delle più varie discipline a condividere il loro pensiero, le loro indagini e le loro esperienze professionali.

Le linee direttrici di questa mappa concettuale sono molte e fortemente interconnesse tra loro, ma inevitabilmente incomplete, al pari delle domande ivi formulate che, in alcuni casi, possono sembrare ovvie (ma non per questo scontate) e, in altri casi, provocatorie (ma non per questo inutili).

L’intento di DPU, infatti, non è quello di proporre risposte o soluzioni pre-determinate, ma è quello di stimolare (nuove) domande, di favorire (nuove) riflessioni e di consentire (nuove) interpretazioni della realtà dei fatti, nell’auspicio che lettori e autori contribuiscano ad espandere i confini dell’indagine e, ovviamente, l’attuale area dei lavori in corso. 

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Vai alle pagine dedicate ai singoli Cantieri:

Diritto penale e rischio

Diritto penale e linguaggi

Diritto penale ed economia

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I Cantieri: un’introduzione.

Nel progetto editoriale e culturale di Diritto Penale e Uomo (DPU) – Criminal Law and Human Condition – trova esplicita formulazione l’impegno ad affrontare con determinazione e rigore scientifico la crisi del diritto penale nella società contemporanea, partendo dall’ipotesi che l’attuale diritto penale sia sulla soglia di divenire l’espressione di un esercizio autoritario di potere punitivo, sempre più distante dalla realtà dell’essere umano e dalle qualità del mondo in rapidissima trasformazione.

L’impegno assunto non poteva evidentemente esaurirsi nel mero ambito tecnico-giuridico, ma richiedeva necessariamente l’incontro con altri saperi e con altri linguaggi, per aprire il diritto penale alle migliori e più acute sollecitazioni provenienti da vari punti di osservazione dai quali si sta cercando di comprendere il senso delle mutazioni storico-sociali, economiche, tecnologiche, esistenziali e financo antropologiche in atto.

Per questi motivi, sin dal suo avvio, il progetto DPU ha promosso e sostenuto l’incontro costruttivo scientificamente fondato tra il diritto penale e le discipline extra-giuridiche, per far concorrere i differenti sguardi verso una riattribuzione di centralità alla concreta condizione umana, pericolosamente “persa di vista” da un sistema penale piegato autoreferenzialmente su sé stesso.

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I Cantieri di DPU – intesi come “spazi di pensiero”, “aree di analisi”, “luoghi di indagine” dai “confini” tematici circoscritti, che ricalcano e danno concretezza ai percorsi tracciati nella mappa dei cantieri – costituiscono proprio gli ambiti laboratoriali di studio e ricerca teorica ed empirica nei quali porre concretamente all’opera l’auspicato incontro con le discipline extra-giuridiche. Inoltre, stante lo sviluppo costante del progetto DPU dalla sua nascita fino a oggi, con conseguente progressivo incremento delle pubblicazioni, la finalità dei Cantieri è altresì quella di facilitare la consultazione di alcuni materiali pubblicati, attraverso la loro (ri)collocazione all’interno di categorie tematiche precise e definite.

 

Come funzionano i Cantieri.

Ogni Cantiere, una volta avviato, sarà affidato a singoli gruppi multiprofessionali di studio e ricerca coordinati da altrettanti Referenti Scientifici nominati dal Comitato di Direzione, in accordo con l’Editore.

Il gruppo multiprofessionale opererà in una dimensione laboratoriale caratterizzata dalla frequenza degli scambi pratico-teorici tra i componenti, dalla consuetudine al confronto scientifico interno e dall’incentivazione delle collaborazioni. In questo senso, l’attività di ricerca del Cantiere è da interpretarsi come espressione di una esperienza plurale condivisa.

I Cantieri sono cioè aperti a promuovere lo sviluppo di comunità diffuse di ricerca e a formare reti relazionali, nonché a favorire il moltiplicarsi di esperienze trasversali di studio e condivisione delle pratiche nelle quali possano rinnovarsi produttivi incontri transdisciplinari tra le scienze giuridiche e tutti gli altri ambiti disciplinari.

I Cantieri sono aperti alla trasmissione delle conoscenze, alle collaborazioni scientifiche e alle contaminazioni culturali, proponendosi quali luoghi di promozione delle facoltà creative umane, di espressione delle intelligenze critiche e di applicazione del sapere pratico-teorico volto al superamento di ogni forma di autoritarismo, si annidi esso all’interno o all’esterno del diritto penale.

I Cantieri, nell’ambito delle rispettive aree tematiche e in accordo con il Comitato di Direzione, si fanno promotori di attività di formazione, di divulgazione giuridica transdisciplinare e di sensibilizzazione culturale rivolte ad interlocutori istituzionali, accademici, sociali e territoriali.

Il modello epistemologico entro il quale si collocano i lavori dei Cantieri è quello della transdisciplinarità, che recepisce la realtà multidimensionale strutturata su molteplici livelli e non interpretabile o comprensibile con un approccio riduzionista.

La transdisciplinarità, che permea l’intero progetto DPU, è orientata al superamento della frammentazione e della iper-specializzazione, e mira a rimarginare la frattura tra cultura scientifica e cultura umanistica.

La transdisciplinarità non si confonde con la interdisciplinarità (intesa quale trasferimento di tecniche da una disciplina a un’altra per facilitare la soluzione di problemi), e non si esaurisce nella multidisciplinarità (intesa quale osservazione di un fenomeno sotto plurime sfaccettature).

Con il richiamo alla transdisciplinarità, si vogliono mettere all’opera i differenti saperi con una vocazione produttiva piuttosto che confermativa.

Voler costruire l’imprevisto: il non-ancora-visto, il non-visibile con le lenti ordinariamente in uso, favorendo un “oltrepassamento” di senso degli ordini disciplinari chiusi in sé stessi.

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A proposito di transdisciplinarità, leggi qui l’editoriale a cura del Comitato di Direzione, del 9 settembre 2020.­­

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Un incontro di saperi sull’uomo e sulla società
per far emergere l’inatteso e il non detto nel diritto penale

 

ISSN 2612-677X (sito web)
ISSN 2704-6516 (rivista)

 

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