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02.05.2019
Susanna Arcieri - Fabio Basile - Raffaele Bianchetti

Note editoriali

Aggiornamento al 2 maggio 2019 a cura dei direttori

La Rivista DPU continua a crescere, sia nel numero di lettori sia nella quantità dei contributi disponibili. E di questo non possiamo che essere lieti.

Proseguiamo, quindi, il percorso intrapreso, segnalando ai nostri lettori e a tutti coloro che avranno modo di scoprire questa Rivista, alcuni dei materiali più recenti che sono stati pubblicati nell’arco delle due ultime settimane.

L’intento, come sempre, è quello di fornire una sorta di “bussola” conoscitiva attraverso la quale orientarsi all’interno dei “cantieri di lavoro” ad oggi aperti.

 

1. Anzitutto, segnaliamo alcune Riflessioni che, molto probabilmente, daranno il via ad una serie di ulteriori contributi.

In primo luogo, evidenziamo il lavoro di Luca Santa Maria il quale, partendo dalla considerazione che il diritto penale, nell’esclusivo interesse dell’uomo e della società, può e deve essere migliore di quello che è oggi, effettua una serie di riflessioni tra loro concatenate ed invita il lettore di DPU ad osservare in modo disincantato, addirittura scettico, la scienza del diritto penale in quanto essa, a suo parere, è ancora troppo dogmatica e, per certi aspetti, malata. Evocativo, in tal senso, è il titolo del suo lavoro, DPU: perché è necessaria una svolta scettica e realista contro le parole vuote del diritto penale dei dogmi.

Su questa stessa “scia”, che potremmo definire constativa delle criticità del presente, si pone poi il contributo di Alessandro Rudelli che, con i Nuovi linguaggi nel corpo del diritto, affronta il delicato tema della crisi delle scienze dell’uomo e dei linguaggi ivi impiegati, da cui derivano conseguenze rilevanti anche all’interno del diritto penale: l’inesorabile slittamento dell’aree semantiche e la destabilizzazione delle stesse procedure di significazione.

In secondo luogo, segnaliamo due contributi altrettanto “incisivi”: quello di Michele Passione, intitolato L’autopoiesi di legittimità, nel quale vengono effettuate delle riflessioni critiche sulla ricostruzione esegetica, di chiara matrice euristica, che la Suprema Corte di Cassazione ha effettuato nell’ambito di una sua recente pronuncia (Cass. Pen, Sez. VI, sentenza n. 9.438 del 29 gennaio 2019), e quello di Antonella Calcaterra, nel quale si commenta positivamente l’ulteriore passo avanti che nel nostro Paese è stato fatto in merito alla tutela dalla salute dei detenuti. Ella, infatti, nel suo contributo dal titolo Salute mentale e detenzione: un passo avanti. È possibile la cura fuori dal carcere, illustra chiaramente e tempestivamente come la Corte Costituzionale, con la recente sentenza n. 99 del 19 aprile 2019, è risuscita a colmare il preoccupante vuoto legislativo in materia e ad eliminare l’inspiegabile divergenza di cura, sino ad oggi esistente, tra le persone detenute che si trovano in stato di grave infermità fisica e quelle affette da gravi patologie psichiatriche.

 

2. Spostandoci sul “terreno” del dibattito tra diritto penale e neuroscienze, evidenziamo il prezioso contributo di Wolf Singer, Direttore del Max Planck Institute di Francoforte per la Ricerca sul cervello, che in Nessuno può essere diverso da quello che è invita espressamente tutti a «smettere di parlare di libertà» di pensiero e di azioni dell’essere umano in quanto – come egli afferma – «tutto ciò che pensiamo e facciamo si spiega tramite i processi neuronali».

Inoltre, segnaliamo il lavoro di Susanna Arcieri dal titolo provocatorio La giustizia è ciò che il giudice ha mangiato a colazione? da cui si evince che, secondo i sostenitori della teoria del cd. realismo giuridico, il processo attraverso il quale si formano le decisioni giudiziarie è influenzato da una pluralità di fattori: alcuni di questi sono interni alla mente del giudice; altri, invece, sono esterni e non attengono minimamente al pensiero razionale e all’esercizio della logica che, in questi casi, è necessaria.

Sempre all’interno di questo “cantiere di lavoro” evidenziamo:

– la seconda parte dell’intervista effettuata da Alexander Bell, Vasco Jann e Alfio Valsecchi a David Eagleman che, in questa occasione, affronta la delicata questione dell’esistenza o meno del libero arbitrio nell’essere umano;

– la descrizione dell’ultimo modulo di studi del progetto Brain Waves, a cura di Francesca Tomasello, che, nello specifico, è dedicato alla ricostruzione dei rapporti esistenti tra neuroscienza e diritto (“Neuroscience and the law”). Rapporti difficili e, a volte, poco consistenti in quanto è ancora ampio il «divario esistente tra la ricerca condotta dai neuroscienziati e la realtà del lavoro quotidianamente svolto nell’ambito del sistema giudiziario».

 

3. Infine, ancora due importanti segnalazioni.

La prima attiene alle scienze forensi e alla recente pubblicazione, all’interno della Collana editoriale “Scienze Penalistiche e Criminologia”, del libro di Emanuele Paniz in tema di Balistica forense. Teoria e pratica dell’indagine balistica. Un volume, così scrive Ugo Ruffolo nella sua accurata recensione, che «dovrebbe essere “testo sacro” per ogni esperto balistico» e che dovrebbe altresì essere utile «allo scienziato di ciascun settore toccato, come agli operatori professionali, da quelli del foro – magistrati come avvocati – a quelli dell’investigazione, pubblica come privata (dall’operatore di polizia all’esperto balistico)».

La seconda segnalazione, invece, concerne l’imminente avvio del Festival dei Diritti Umani: evento itinerante, organizzato dall’associazione no profit Reset-Diritti Umani, che quest’anno, giunto con successo alla sua quarta edizione, si svolgerà in diverse città italiane (dal 2 all’11 maggio).

Da ultimo, prima di lasciarvi alla consultazione di questi e di altri contributi pubblicati all’interno della Rivista DPU, vi invitiamo, come la scorsa volta, a prendere visione anche delle numerose iniziative, italiane e straniere, riportate nella sezione dedicata alle Segnalazioni, nonché dell’ulteriore materiale presente nella sezione Frecce, nella quale abbiamo voluto raccogliere i pensieri, le idee e le provocazioni dei diversi autori che – in ogni tempo, luogo e contesto – hanno il merito di aver saputo tradurre in parole quelle stesse istanze di riforma, rinnovamento e trasformazione culturale che, oggi, animano il nostro progetto di ricerca.

Buona lettura!

Altro

Un incontro di saperi sull’uomo e sulla società
per far emergere l’inatteso e il non detto nel diritto penale

 

ISSN 2612-677X
ISSN (Fascicoli) 2704-6516