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03.04.2019
Susanna Arcieri - Fabio Basile - Raffaele Bianchetti

Non ci resta che… iniziare

Nota di apertura a firma dei direttori

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo,
è perché non osiamo che sono difficili

 

(Seneca, Lettere morali a Lucilio, epistola 104, par. 26)

 

Finalmente ci siamo: dopo una lunga fase di riflessioni e di confronti, e dopo mesi di lavoro caratterizzati da intensi momenti di costruzione, decostruzione e ricostruzione, siamo giunti al punto in cui, davvero, non ci resta che iniziare!

Con questa breve introduzione (più simile a una semplice nota di accompagnamento alla nascita di questa Rivista, che a un vero e proprio “editoriale”) desideriamo per prima cosa dare il benvenuto a Voi tutti e, al contempo, ringraziare pubblicamente coloro che hanno reso possibile questa partenza. Il nostro grato pensiero va, in particolare:

  • ai lettoristudiosi, ricercatori, operatori nelle varie discipline intersecate dalle linee di indagine della Rivista – che ci stanno scoprendo in questi giorni e che speriamo ci seguiranno in numero sempre crescente;
  • ai primi che hanno aderito, con entusiasmo, alla costituzione del Comitato scientifico, del Comitato dei consulenti, del Comitato di redazione e al gruppo dei Revisori scientifici;
  • a tutti gli Autori, italiani e stranieri, che in questi mesi ci stanno sottoponendo i loro scritti e i loro contributi, e a quanti, in futuro, vorranno parimenti contribuire allo sviluppo della Rivista.

Infine, desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento all’Avv. Luca Santa Maria, già fondatore ed editore, nel suo lungimirante mecenatismo per le scienze penalistiche, della Rivista Diritto penale contemporaneo (DPC), e ora ispiratore di questa nuova iniziativa editoriale: grazie per la fiducia dimostrataci e per l’entusiasmo con cui ha condiviso con noi la sua idea di creare, con il coinvolgimento diretto di scienziati ed esperti di plurime discipline anche extra-giuridiche, uno spazio di confronto, di dialogo e di dibattito scientifico intorno ai due poli dell’Uomo e del Diritto penale nella società contemporanea: uno spazio che intendiamo ora sfruttare al meglio – con cura, attenzione e responsabilità – anche grazie alle indicazioni e ai suggerimenti che ci proverranno dal Comitato scientifico e dal Comitato dei consulenti, oltre che, ovviamente, dai nostri lettori.

A questo proposito, invitiamo sin d’ora chiunque fosse interessato a collaborare con la Rivista a prendere contatti con la redazione, inviando all’indirizzo mail redazione@dirittopenaleuomo.org i propri suggerimenti, le proprie riflessioni scientifiche e i propri contributi scritti, perché siano presi in considerazione e, ove previsto dal regolamento, sottoposti a peer review, per la pubblicazione all’interno della Rivista: auspichiamo, infatti, che proprio la molteplicità ed eterogeneità dei contributi e degli apporti che i ricercatori e gli operatori delle diverse discipline vorranno fornirci, possano costituire il primo e principale motore di sviluppo di questo nuovo progetto editoriale.

***

Non ci resta che iniziare, dunque, un viaggio conoscitivo ed esperienziale nei “mondi” del diritto (in primis, del diritto penale), mondi popolati – come autore, come vittima, come operatore giuridico, come spettatore – dall’Uomo: da qui il nome della Rivista, che appunto si chiamerà Diritto penale e Uomo (DPU). Rivista multimediale, completamente gratuita e ad accesso libero, di carattere transdisciplinare, suddivisa in sezioni differenti tra loro per contenuti e finalità e destinata ad un pubblico vasto e variegato, composto anche da studiosi, ricercatori ed operatori di materie non giuridiche.

L’invito che Vi rivolgiamo è, quindi, di navigare, di esplorare il sito; e se volete una traccia da seguire, Vi consigliamo di visitare per prime la pagina di presentazione del Programma, la pagina Chi siamo e quella intitolata La parola all’Editore (quest’ultima ospiterà via via gli spunti di riflessione provenienti direttamente dall’editore della Rivista, avv. Luca Santa Maria), per proseguire poi con la sezione dedicata ai primi Cantieri aperti.

Perché “DPU”

Per rispondere alle domande che potrebbero sorgere nella mente del lettore che si interfacci per la prima volta con le “pagine” di questa Rivista (del tipo: “c’era proprio bisogno di una nuova rivista?”, “perché mettere l’uomo al centro del dibattito?”…), desideriamo illustrare, in queste note di apertura, i presupposti di fatto e i quesiti di fondo da cui noi stessi abbiamo preso le mosse.

Siamo, infatti, assolutamente consapevoli che nel panorama editoriale italiano esistono già numerose ed autorevoli riviste giuridico-penali e che esistono, altresì, ancor più numerose riviste, giuridiche ed extra-giuridiche, che si occupano dell’uomo e della società in cui vive sotto diversi profili. Ciò nondimeno ci pare possibile, anzi opportuno, lanciare un progetto editoriale innovativo.

Imprescindibili sono stati, in tal senso, i numerosi momenti di confronto professionale e di successiva riflessione critica che abbiamo condiviso nei mesi con giuristi e con esperti di altre materie. Ci siamo, in particolare, giovati del supporto di alcuni illustri scienziati di fama internazionale – come lo psicologo sociale Philip Zimbardo, il neuroscienziato David Eagleman, la neurologa e bioeticista Judy Illes e lo psicologo e criminologo Adrian Raine – che ora siamo orgogliosi e onorati di ospitare, accanto ad altrettanto illustri ed autorevoli studiosi italiani, all’interno del Comitato scientifico e del Comitato dei consulenti di DPU.

Un siffatto confronto ci ha aiutato a comprendere quanto sia opportuno avviare una rivista che, nella sua struttura, sia diversa da quelle esistenti e che, nei suoi contenuti, tratti temi, anche noti e già ampiamente dibattuti, impiegando, però, un linguaggio differente, comprensibile ad una pluralità di interlocutori.

Il nostro auspicio, pertanto, è di dare vita a una rivista giuridica aperta al contributo delle altre scienze (scienze “hard” come la medicina, la biologia, la genetica, la fisica; e anche scienze “soft” come la psicologia, la filosofia, la sociologia, l’antropologia, la semiotica), apparentemente lontane dal diritto penale ma che – al pari di questo – si occupano dell’uomo, studiando temi (come quelli della mente, del cervello, e del rapporto tra l’una e l’altro, del libero arbitrio, dei condizionamenti biologici e culturali, della correlazione causale, del rischio, del pericolo), la cui più approfondita comprensione potrebbe essere di enorme arricchimento per il diritto penale.

Quanto al linguaggio, poi, il nostro obiettivo è quello di riuscire ad adottare un registro linguistico che ci metta in comunicazione con le altre scienze, e che ne agevoli la comprensione e il progresso reciproci. Abbiamo, in particolare, optato per un approccio plurilingue, che assicuri alla nostra Rivista la più ampia apertura internazionale possibile. Peraltro, là dove verrà usata una lingua straniera, provvederemo comunque a corredare ciascuna pubblicazione di un abstract o di una scheda di lettura anche in lingua italiana. Nel caso poi di video o audio-interviste rilasciate da studiosi stranieri, la loro pubblicazione sarà sempre accompagnata (oltre che dai sottotitoli in lingua originale) dal testo recante la traduzione integrale in italiano.

 

Alcuni spunti iniziali

Prima di lasciarvi (per davvero) all’“esplorazione” del sito DPU, spendiamo ancora due parole proprio in merito ai primi materiali pubblicati, allo scopo – potremmo dire – di “rompere il ghiaccio”.

Un primo tema che ci sta molto a cuore, e sul quale abbiamo perciò deciso di focalizzarci fin da subito, è quello del rapporto tra mente e cervello, per come indagato, in particolare, dalle neuroscienze cognitive, in considerazione dei dirompenti impatti che potrebbero derivarne per il diritto penale. A tal proposito, segnaliamo in primo luogo la Riflessione di Ciro Grandi e quella di Susanna Arcieri, che offrono una prima panoramica del ruolo assunto dalle evidenze neuroscientifiche nella prassi giurisprudenziale attuale, sia in Italia sia nel contesto internazionale. In secondo luogo, è possibile leggere le osservazioni (formulate, rispettivamente, in forma di Intervista e di Riflessione) di due dei massimi esperti italiani di neuroscienze, il prof. Arnaldo Benini e il prof. Piergiorgio Strata, in materia di fondamento scientifico della nozione di “libero arbitrio”, di basi neurali, genetiche e ambientali delle manifestazioni del comportamento umano e, più in generale, delle ripercussioni che le conoscenze acquisite di recente su tali ambiti potrebbero avere sul nostro modo di concepire, e amministrare, la giustizia penale. Ancora nella sezione Interviste, è pubblicata altresì la prima parte della videointervista rilasciata dal neuroscienziato statunitense David Eagleman, impegnato già da diversi anni, assieme ai ricercatori del suo team di Houston e di Palo Alto, nello studio delle strategie di “addestramento prefrontale”, volte a comprendere, sulla base di protocolli scientifici, i processi di apprendimento cerebrale dell’essere umano. Ulteriore materiale sull’affascinante tema del rapporto mente-cervello è inoltre già disponibile anche nelle sezioni Contributi, Progetti e Segnalazioni.

Ampio spazio abbiamo altresì deciso di dedicare, fin da questa prima fase di avvio del progetto DPU, al tema (quanto mai attuale) delle dipendenze patologiche. In particolare, abbiamo voluto approfondire il fenomeno dell’additività, da sostanze o di tipo comportamentale, per analizzare i relativi impatti sul diritto sotto plurime prospettive: da quella prettamente psicologica ed esperienziale – con la Storia Le persone, più che le istituzioni, di Paola Cicerone –, a quella clinica – con la Riflessione del dott. Paolo Jarre –, a quelle di natura politica e neuroscientifica – con le Riflessioni del prof. David Eagleman e dei suoi collaboratori.

Un’ulteriore questione che abbiamo ritenuto necessario porre fin da subito sul tavolo della discussione interna a DPU, è quella che attiene alla realtà carceraria e, in particolare, alle molteplici forme con le quali la pena, specie quella detentiva, è suscettibile di incidere sulle varie dimensioni della vita dell’uomo, a cominciare dalla sfera relazionale. Segnaliamo in particolare, sul punto, nella sezione dedicata agli Articoli, l’analisi di approfondimento di natura scientifico-statistica a firma del sociologo e specialista in criminologia clinica dott. Pietro Buffa, attorno al fenomeno delle evasioni, nonché la Storia N’afè Drôla: ovvero la stranezza dell’ordinaria legalità, redatta dal medesimo Autore a partire dall’esperienza vissuta nell’ambito della sua attività professionale presso l’istituto penitenziario di Torino. Inoltre, per un’indagine relativa all’attuale situazione del sistema dell’esecuzione delle pene, anche alla luce delle recenti modifiche alle norme dell’ordinamento penitenziario, vi invitiamo alla lettura della Riflessione a firma di Giovanni Torrente.

Non è purtroppo possibile, in queste poche battute di apertura, presentare un quadro esaustivo di tutti i materiali e gli argomenti su cui, già in questi primissimi giorni di vita di DPU, abbiamo scelto di attirare l’attenzione dei lettori della Rivista. Ci limitiamo perciò a segnalare, tra gli ulteriori contributi già oggi disponibili sul sito, l’interessante Articolo di Giuditta Bassano, che offre una prima introduzione in ordine ai rapporti tra semiotica e diritto; la Riflessione di Paolo Oddi, sui principali problemi connessi al fenomeno dell’immigrazione e in particolare alla necessità di tutela dei diritti dei migranti; la Riflessione di Marco Bouchard, significativamente intitolata Sul protagonismo delle vittime, e quella di Antonio Cerasa, che intende avvicinare i nostri lettori allo stimolante concetto di plasticità cerebrale; nonché, infine, l’Intervista rilasciata da Franco Taroni, che descrive una risorsa formativa online in tema di scienze forensi, completamente gratuita, che di recente è stata messa a disposizione da parte di un più che qualificato team di docenti e ricercatori dell’Università di Losanna.

Per il momento ci fermiamo qui, salutandoci con la speranza di suscitare, attraverso la lettura di questi e degli altri materiali pubblicati sul sito, l’interesse dei nostri lettori e così contribuire, insieme a Voi, a spostare in avanti l’orizzonte del diritto penale, tenendo sempre fissa la bussola, ovviamente, sull’uomo.

Altro

Un incontro di saperi sull’uomo e sulla società
per far emergere l’inatteso e il non detto nel diritto penale